Cenacolo di Fiorinvalle


Il Cenacolo di Fiorinvalle “Fiorinvalle” è il nome con cui Cesare de Titta chiama la villula in elegante stile liberty che si fa costruire a Sant’Eusanio del Sangro agli inizi del novecento su disegno dell’architetto Annio Lora, insegnante presso la scuola d’arte di Lanciano. Con le sue belle verande e un giardino ridente di verde e di fiori la villula diventa non solo la laboriosa officina del poeta, ma anche un importante crocevia per il quale passa, a cavallo tra l’ottocento e il primo trentennio del secolo scorso, una variegata e vivace vita culturale. Ne sono testimonianza le ricche collezioni di testi e riviste presenti nella biblioteca, i giudizi lusinghieri del Carducci, di d’Annunzio, di Carlos de Azeredo autore di elegie in onore di Leone XIII tradotte dal de Titta, la corrispondenza di letterati e intellettuali, quali Giovanni Papini, Ferdinando Neri, Francesco Flora, Ferruccio Calonghi, Vincenzo Ussani, Alfredo Schiafffini. Ospiti illustri sono d’Annunzio, Gentile, Michetti, Pirandello, Antonelli, Paolo Orano, Finamore, Tinozzi, Illuminati. Vi si ritrovano amici fraterni quale Giuseppe Javicoli, Ireneo Tinari, Evandro Marcolongo, Alfredo Luciani, Modesto della Porta. Vi s’incontrano i musicisti Albanese, Di Jorio, De Nardis, Zimarino, de Cecco, Catalano. La frequentano i pittori Baldassarre, Celommi, Bonanni, Spoltore, Paloscia, Serrano. Si recano a “Fiorinvalle” l’avv. Luigi Petragnani, il dott. Adolfo de Cecco, il provveditore agli studi Berengario Amorosa, i poeti Luigi Renzetti e Giuseppe Mezzanotte, il prof. Gaetano Marrone della casa editrice Carabba, allievo carissimo del poeta. S’incontrano nella sala della biblioteca per leggere opere rare e discutere di teosofia il prof. Enrico Pappacena, il dott. Armando Marciani, il dott. Enrico de Cecco e Gaspare Torrieri, adepti di un cenacolo lancianese, che riconoscono l’autorità del de Titta in materia esoterica. Compagno assiduo delle ore di ozio e amanuense instancabile per circa trent’anni è il cugino Giuseppe Loreto affettuoso testimone delle lunghe discussioni e della comunanza spirituale con il poeta. Adelia Mancini